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il tempo di 'non lavoro'

Quanto tempo è passato da quando le persone erano oberate dal lavoro e non avevano un minuto per sé? Forse non molto, perché negli ultimi 80 anni il tempo di non lavoro è cresciuto in maniera significativa. Molte le cause e l'innovazione tecnologica è fra le principali. Ultimamente un contributo all'affermarsi di questo fenomeno lo ha certamente dato l'incremento della mancata partecipazione al lavoro di molti giovani che rimangono ai margini della tradizionale modalità lavorativa che prevedeva la continuità della prestazione.

L' "invasione" del tempo di non lavoro nella organizzazione sociale collettiva è anche dovuta al significativo aumento di anziani. La longevità è ormai una conquista solida, almeno per i paesi come i nostri, tanto che ai nati intorno al cambio del millennio si affaccia l'opportunità di pensarsi oltre i novanta anni ( Massimo Livi Bacci-a cura di- Demografia del capitale umano, Il Mulino, Bologna).

Le ragioni diverse che generano tempo di non lavoro comportano effetti diversi sulle persone. Per i giovani, colpiti dall'inazione lavorativa, si può parlare di un tempo amaro di sconforto o disorientamento; per gli anziani di un tempo conquistato per sé, da gestire in mezzo alle mille contraddizioni della cultura sociale odierna.

Passare dal full time del lavoro al full time del tempo dedicato alla famiglia? Risparmiare forsennatamente per incrementare il patrimonio da lasciare ai figli e ai nipoti? Rinunciare ai consumi voluttuari perché non consoni? Ritirarsi fra le mura domestiche?

La propensione a cadere in queste trappole del passato è veramente modesta, perché il tempo che scorre contribuisce ad accentuare la voglia di vivere, cui ciascuno risponde come meglio crede. La cura della persona è un interesse condiviso dal 74% degli intervistati da una ricerca Censis -Salute la Repubblica. Vi è chi interpreta l'esigenza in chiave estetica (10%) ma la maggior parte pensa ad attività sportive (29%), alla prevenzione (27%), alla alimentazione sana(19%) ,alle cure termali(7%).

Le altre attività riguardano prevalentemente la cura delle relazioni amicali e parentali (85%),Leggere e ascoltare musica (76%), andare al ristorante e fare giardinaggio(50%), attività di volontariato (16%). La domanda degli anziani è però diversamente distribuita rispetto all'attuale impiego del tempo in quanto vorrebbe maggiori occasioni (una offerta più ampia, con facilitazioni all'accesso) per: frequentare feste da ballo, frequentare le Università della terza età, frequentare corsi di lingua straniera e informatica, svolgere attività di volontariato, fare viaggi. Vi è sostanzialmente una domanda di cultura e di loisir non soddisfatta, segno che la percezione di chi è oggi l'anziano non è ancora chiara.

Quali sono le vostre idee e proposte al riguardo? Vogliamo dedicare tempo a riflettere insieme? Scriveteci


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