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Viaggio in Siria al femminile

Due donne eccezionali attraverso la storia e i luoghi che le rendono immortali, un apostolo e un re: TECLA e ZENOBIA.

Maalula piccolo villaggio addossato alla roccia in cui gli abitanti parlano ancora l'aramaico, lingua di Gesù, è il luogo in cui scopriamo una piccola gola in cui la leggenda racconta che Tecla inseguita dai soldati che volevano ucciderla si sia salvata miracolosamente dopo che un fulmine si scagliò contro la roccia dove Tecla si trovava con le spalle al muro. Le notizie ci giungono dagli Atti di Paolo e Tecla e dagli scritti apocrifi di S. Paolo. Una donna giovane, bella, spregiudicata e ricca che , conosciuto Paolo, lo segue travestendosi da uomo per non essere scoperta. Predica, battezza, converte, portando la figura femminile ad occupare un ruolo nel primo cristianesimo rappresentando tutte quelle donne che ambivano ad essere attive predicatrici. Tecla viene denunciata dal fidanzato tradito e condannata al rogo, portata dalla sua stessa madre, subendo ogni tipo di martirio e uscendone sempre incolume. Riesce a sfuggire alle fauci dei leoni nell'anfiteatro di Antiochia, sfugge agli squali in una vasca in cui viene gettata e una nube di fuoco avvolge la sua nudità e la salva dagli squali stessi. Tecla visse il resto della sua vita in una grotta nel punto dove si era aperta la roccia vicino il piccolo paese Maalula, dove fu considerata un "apostolo donna" e dopo la sua morte venerata come martire.

Palmira riflette tutta la bellezza, la potenza, la cultura,l'intelligenza della sua regina Zenobia.Posta in una rigogliosa oasi del deserto incrocio di carovaniere dall'Asia, India, Arabia e Mediterraneo dimostra la sua natura cosmipolita e la sua ricchezza culturale attraverso un'architettura e un'urbanistica propria della città (palmirene). Zenobia assume il governo della città nel 267d.C fino al 272 dopo la morte del marito Odenato assassinato. Crea a Palmira , colonia romana, un vera potenza, attiva una politica espansionistica con l'obiettivo di diventare la Signora dell'Oriente riunendo etnie, lingue, culture e religioni diverse: la greca, la persiana, la romana, l'ebrea, la siriana che l'abile politica di Zenobia esalta e favorisce. Quando Zenobia incomincia a farsi chiamare imperatrix, a coniare monete con la propria effige, a condurre in prima persona eserciti in battaglia, l'imperatore Aureliano interviene e pone sotto assedio Palmira, sconfigge l'esercito di Zenobia e la porta a Roma come trofeo della sua vittoria. Racconta la leggenda che fu portata a Roma con catene d'oro da vera Regina ed anche lì riesce a diventare potente facendo innamorare di sè per la sua bellezza ed intelligenza Aureliano da cui ha dei figli. Ancora oggi si avverte lo splendore di questa civiltà e la forza intrigante della sua Regina, guardando l'imponente tempio di Bel o la splendida Via Colonnata, ma ancor di più si avverte la magica atmosfera del posto quando, al tramonto, tutto si colora di rosa. E' l'immortalità della sua Regina? La luminosità di una reggente donna che fa la differenza?

Tuttavia la Siria è anche un mondo di donne semplici, molte senza volto ma con sguardi profondi e ricchi di voglia di conoscere e di sapere. E' un mondo dove una mamma mostra fiera il prorio figlio e chiede di immortalarlo con una foto nascosta dietro di lui. E' un luogo dove il vento, la sabbia, il sole ,costringono donne beduine a celarsi dietro veli colorati che rappresentano la loro protezione e non certo da occhi indiscreti. E' un luogo dove donne senza età continuano a percorrere la loro vita quotidiana fatta di piccole e grandi cose al femminile.


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