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2010 ottobre CONOSCERCI.... IN MOVIMENTO

Corretto stile di vita

Conoscerci..... in movimento


Chiunque in ogni momento, può decidere di "mettersi in movimento" superando quello stato di apatia e perché no di "letargo" che molto spesso caratterizza la nostra, bella, età di mezzo. Ci siamo date un obiettivo, ad un certo punto della nostra vita, "finalmente andrò in pensione e non farò più niente". Questa affermazione sembra contrastare con la storia dell'esistenza umana in cui lo stile di vita cacciatore-raccoglitore che ha caratterizzato per più di un milione di anni la nostra esistenza, ha lasciato in eredità delle condizioni genetiche all'uomo moderno. Tra queste ricordiamo quelle anatomiche e biomeccaniche a dimostrazione che il nostro organismo è stato organizzato per eseguire un'attività fisica attraverso un esercizio muscolare prolungato. Lo dimostrano le grandi articolazioni ossee, i potenti tendini di Achille o le numerose ghiandole sudoripare. Esercitare quindi un'attività fisica costante e quotidiana in una condizione aerobica (senza affanno) sembra riconciliarsi con la nostra evoluzione biologica. Regola fondamentale: l'attività fisica deve piacere, non deve essere noiosa o vista come un sacrificio; il divertimento è il primo obiettivo da raggiungere perché l'atto fisico diventi efficace. Già in altre occasioni si è affrontato il discorso metabolico, sottolineando che una corretta alimentazione, non solo in termini di quantità ma anche di qualità degli alimenti, rappresenta l'altra condizione essenziale per poter parlare di corretto stile di vita. Uno stile di vita attivo ci rende più forti non solo nel corpo ma anche nella mente, ci preserva infatti da numerose patologie quali malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione, obesità, osteoporosi, ma anche insonnia depressione e ansia.

Quindi basta con la pigrizia giustificata dall'assenza di tempo disponibile, dagli impegni di lavoro o familiari e mettiamoci in movimento superando tutte quelle resistenze di inadeguatezza o incapacità o impossibilità che ci impediscono di avere fiducia in noi stesse. L'incontro del 26 ottobre ha dimostrato proprio la possibilità di ognuno di adattare alla propria condizione di base un percorso fisico semplice programmato ed allegro. L'attività fisica in questa situazione è inoltre diventata quasi un pretesto per generare uno spazio emotivo, simbolico creato dalla scelta di un luogo particolare, lontano dagli stimoli della città con le sue luci, i suoi rumori, i suoi tempi che investono una serie di aspetti fondamentali della vita delle persone e della collettività a cui non tutti riescono a stare al passo.

Ognuno, superato il primo momento di difficoltà ad inserirsi e ad aprirsi, ha incominciato a sentire il proprio corpo più vicino, accettando e sostenendo le proprie imperfezioni e quindi a far emergere le potenzialità ormai da tempo sopite. Il gruppo è poi diventato un vero gruppo con tanti linguaggi ed emozioni diverse che in così breve tempo è stato davvero difficile interpretare, ma un messaggio ci è sembrato di poter cogliere, quello di una richiesta quasi unanime di organizzazione di altri momenti più strutturati cui stiamo tentando di dare una risposta.



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