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2011 aprile EUROPA E MEDITERRANEO

EUROPA E MEDITERRANEO: prospettive di democrazia e protagonismo delle donne

EUROPA E MEDITERRANEO: prospettive di democrazia e protagonismo delle donne, a seguito delle primavere arabe.

E' forte il coinvolgimento emotivo di questi giorni rispetto agli eventi che stanno vivendo i popoli aldilà del Mediterraneo, con la loro richiesta di libertà, democrazia e nuovi assetti politici.
La nostra sensibilità di donne ci ha sollecitato a riflettere sugli spazi e le opportunità di partecipazione che si offrono a nuovi protagonisti quali le donne e i giovani.
Avviare un confronto, anche se per ora limitato, fra Europa e Mediterraneo ci è sembrato un modo per rispondere alle esigenze di comprensione del fenomeno e alla domanda di sostegno espressa.
Insieme con AICCRE (Associazione dei Comuni e delle Regioni di Europa) il giorno 11 Aprile 2011 abbiamo avviato una riflessione con esperti, Associazioni di donne e rappresentanti della stampa romana, a testimonianza che, insieme "possiamo".


Panizzi …. ci stimola ad abbandonare l'atteggiamento colonialista nei confronti dei popoli africani e il nazionalismo proprio della cultura europea dell'ottocento per "pensare europeo" come affermava Altiero Spinelli nel Manifesto di Ventotene…

Ruggerini….evidenzia il silenzio della stampa e in generale, dei soggetti al corrente della situazione locale che si sono mobilitati solo al manifestarsi del dissenso. In nome della paura del fondamentalismo sono stati giustificati tutti i precedenti regimi repressivi. Propone di lavorare con questi popoli in sinergia, come società civile, su un piano egualitario.

Najed Hedhly….tratteggia il quadro della situazione attuale in Tunisia ed evidenzia la domanda di democrazia espressa. Sottolinea le diverse situazioni in cui vivono le donne a seconda dei contesti socioeconomici e geografici. Mette in evidenza un sentimento di inferiorità che le donne trasmettono anche alle loro figlie perpetuando così una condizione di sudditanza. Afferma che il movimento di rinascimento in corso, sta contaminando anche l'Islam all'interno del quale si è aperto un dibattito serrato. Identifica nella rielaborazione della Costituzione la codifica dei diritti civili e delle donne.

Gasparrini….sottolinea come sia importante, nell'interno della situazione egiziana la rilettura storica del percorso che, nel preservare la purezza e l'onore delle donne, oltre che nel controllo della sessualità, le ha private della loro libertà. E' stato importante rompere il muro del silenzio, attraverso l'impegno di alcune donne nella lotta contro la mutilazione genitale, fra esse anche Susan Mubarak a dimostrazione che è necessario riconoscere gli apporti positivi del recente passato.

Condorelli….riflette sulla necessità di imparare a vedere con occhi nuovi per cogliere non solo le differenze ma anche le similitudini e superare il luogo comune di considerarsi detentori di un'unica democrazia esportabile. E' necessario utilizzare parole diverse nella narrazione di quello che è adesso. Abbiamo parlato finora di donne velate e ne abbiamo fatto un unico modello, ma esistono tanta "donne" e dobbiamo stare insieme a loro, parlare delle tante realtà perché esse divengano "fonte".

http://www.womeninthecity.it/

Martini……sottolinea come la comunicazione diventa l'elemento di base per affrontare e far conoscere situazioni ed esperienze diverse. Ciò impegna gli operatori della comunicazione a rispettare codici comportamentali corretti per fornire una informazione a supporto di analisi corrette.

Mismetti Capua….evidenzia come il Mediterraneo, da luogo di unione sia stato trasformato in in un luogo di divisione. Anche l'utilizzo delle parole "profughi, immigrati ecc", ha infranto l'elemento unificatore, mentre il ricorso a una terminologia a noi più vicina ad esempio "sfollati," avrebbe potuto farci recuperare esperienze paragonabili e quindi porci in una condizione di maggiore tolleranza.





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