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18/10/2016 RIFORMA COSTITUZIONALE REFERENDUM

La riforma costituzionale - Referendum 4/12/2016

Incontro con il Prof. Francesco Clementi (Dipartimento Scienze Politiche Universita' Perugia) del 18.10.2016

Abituati come siamo a compiere scelte oltre il clamore dei talk show poichè preferiamo l' informazione e la consapevolezza, abbiamo organizzato il 18 ottobre un incontro con il Prof. Clementi, Professor of comparative law della Fac. Di Scienze politiche dell'Università di Perugia, per conoscere meglio la riforma costituzionale sottoposta al nostro giudizio con il referendum del 4 dicembre.

Le principali innovazioni -poichè non si tratta della proposta di una nuova Costituzione ( il catalogo dei diritti resta immutato,non viene toccata l'indipendenza della magistratura, il sistema di governo rimane ancorato alla tradizione parlamentare….)- introducono soluzioni da tempo discusse in Parlamento, riguardanti: il superamento del bicameralismo paritario, perché rallenta la soluzione parlamentare dei problemi con l'instabilità dei governi ( ne abbiamo avuti 63 in 70 anni); la proposta di un senato sede della rappresentanza delle istituzioni territoriali per la valutazione d'impatto della politiche comunitarie, la revisione del rapporto fra Stato e Autonomie per superare la frammentazione e differenziazione delle scelte politiche nei diversi settori di competenza; la semplificazione del procedimento legislativo e i livelli istituzionali; l'adeguamento dei nostri assetti istituzionali ad un contesto austero e competitivo quale è quello della economia globale.

Il referendum offre una grande opportunità per superare l'anomalia di un paese con istituzioni fondate sui veti reciproci delle forze politiche che rendono i percorsi decisionali molto tortuosi e soprattutto cancellano il valore dei voti degli elettori.

La visione è quella di una democrazia maggioritaria che favorisce la formazione di governi tendenzialmente stabili politicamente responsabili di fronte agli elettori della attuazione dei programmi presentati in campagna elettorale.

Tale prospettiva prende le distanze dalla idea che tutte le forze politiche presenti in Parlamento attivino una contrattazione fra loro per formare il governo che risponderà a tutte le forze politiche (anziché ai cittadini) come avviene nella democrazia consociativa.

I due modelli sono diversi: il primo è orientato ad assicurare un contributo alla governabilità e sembra non temere l'uomo solo al comando, poiché si considera una democrazia matura; il secondo, risente del complesso del tiranno e tende a limitare il potere dell'esecutivo, con il rischio di abbassare le sue capacità attuative ed innovative rispetto alle dinamiche della competizione globale.

Certamente tutto si può migliorare, ma si tratta pur sempre di una riforma coerente con la nostra tradizione costituzionale che fa del voto dell'elettore il cuore della stabilità delle istituzioni.

Cfr, fra l'altro, Francesco Clementi, Iter legislativo e titolo V, uno Stato più semplice, Il Sole 24Ore, 31.7.2016


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